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La Scherma

 

La Scherma intesa come sport olimpico consta di 3 discipline.Tali discipline prendono il nome dagli omonimi attrezzi sportivi, meglio definite come armi: il Fioretto, la Spada, la Sciabola.

IL FIORETTO

E’ definito una arma “ di punta” il che significa che per mettere segnare le stoccate può essere usata solo la punta.

La lama di fioretto ha una sezione quadrangolare. Il fioretto, assieme alla sciabola, è definito "arma convenzionale", ovvero è un'arma disciplinata da un regolamento per l'assegnazione della stoccata. Per avere assegnata la stoccata, o "botta" in gergo schermistico, l'atleta deve non solo colpire un bersaglio valido, ma deve farlo avendo iniziato l'attacco prima del suo avversario. Chi è in difesa, o non ha la priorità dell'attacco, per mettere a segno una stoccata valida dovrà prima parare l'attacco dell'avversario e rispondere con una botta o mandarlo a vuoto facendo pressione verso l'esterno.

Il bersaglio di fioretto è costituito da un giubbetto conduttivo (comunemente, ma impropriamente detto giubbetto elettrico) che ricopre tutta la zona del tronco, ovvero torace, addome, fianchi e schiena; tutte le altre zone del corpo sono coperte dalla sola divisa bianca in tessuto elastico e costituiscono bersaglio non valido. Questa limitazione del bersaglio è retaggio dell'origine della scherma di fioretto. Difatti, nascendo il fioretto come arma di addestramento, l'allievo era impratichito a colpire le parti vitali del proprio avversario. Il giubbetto conduttivo e il fioretto sono collegati tramite un cavo a un apparecchio che segnala, con suono e luci di diverso colore, l'impatto della punta del fioretto sull'avversario. Il cavo conduttore viene infilato, attraverso la manica della mano armata, all'interno della divisa dello schermitore: per questo motivo è detto "passante". A seconda del colore della luce l'arbitro può stabilire se lo schermitore ha toccato l'avversario in bersaglio valido o non valido.

LA SPADA

E' definita anch'essa  una arma “ di punta” .

La lama ha una sezione triangolare, gradualmente più grande dalla punta verso l'impugnatura; la parte superiore è scavata, per permettere di installarvi un filo elettrico. La punta, tonda, presenta un bottone all'estremità, che serve per segnare che una stoccata è stata portata . Le stoccate portate vengono segnalate dall'apparecchio segnastoccate grazie alla chiusura di un circuito elettrico. Quando la punta tocca una qualunque superficie, il bottone, schiacciandosi, chiude il circuito ed invia un segnale all'apparecchio, che accende una luce colorata dalla parte del tiratore che ha colpito. La pedana è isolata elettricamente, quindi ogni colpo portato su di essa non chiude il circuito.

Il bersaglio della spada è tutto il corpo. Non esiste un diritto di priorità. Ciò significa che  a differenza del fioretto e della sciabola  nella spada l'azione schermistica non è soggetta a ricostruzione dell'arbitro. In pratica, se i due atleti partono in attacco contemporaneamente e mettono entrambi la stoccata, viene dato un punto a tutti e due (questa regola è detta anche colpo doppio).

 LA SCIABOLA 

Con la  sciabola si può colpire di taglio, controtaglio e punta. Deriva dall'omonima arma di cavalleria, nella forma usata dagli Ussari nel periodo napoleonico. Padre della moderna sciabola sportiva viene ritenuto l'italiano Italo Santelli (1866-1945), il quale, trasferitosi in Ungheria nel 1896, adattò gli insegnamenti della scherma italiana alla tradizione magiara di sciabola.La lama , oltre a non superare la lunghezza di 880 mm, deve avere alla sua estremità (la punta) una larghezza minima di 4 mm, ed il suo spessore minimo, parimenti all'estremità, di 1,2 mm. Essa, inoltre, non deve essere né troppo rigida né troppo flessibile e soprattutto non deve curvarsi lateralmente lungo il taglio. Il bersaglio valido è delimitato dal giubbetto conduttivo, e si compone di: Busto,Testa, Braccia

Per avere assegnata la stoccata, o "botta", l'atleta deve non solo colpire un bersaglio valido, ma deve farlo avendo iniziato l'attacco prima del suo avversario. Chi è in difesa, o non ha la priorità dell'attacco, per mettere a segno una stoccata valida dovrà prima parare l'attacco dell'avversario e rispondere con una botta o mandarlo a vuoto facendo pressione verso l'esterno.

IL COMBATTIMENTO 

Il combattimento viene denominato Assalto e dura 3 minuti nelle fasi iniziali delle competizioni dove la suddivisione degli assalti è definita in gironi all'italiana, mentre dura 9 minuti (3 tempi da 3 minuti) nella successiva fase di scontri diretti.

Gli assalti dei gironi sono portati al meglio delle 5 stoccate ed in caso di parità allo scadere del tempo viene sorteggiata a capo di un contendente la cosiddetta priorità; se al termine dell'ulteriore minuto di tempo concesso dovesse persistere la parità la vittoria verrà assegnata a colui che aveva avuta assegnata la priorità.

Gli assalti diretti sono portati al meglio delle 15 stoccate (10 per le categorie Maschietti e Bambine, Giovanissimi e Master), vale anche per essi il discorso relativo al sorteggio della priorità nel caso di parità al termine del tempo regolamentare.